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Esclamazioni francesi

Frasi francesi essenziali da conoscere

Chiunque impari il francese sa che questa lingua ha molte frasi ed espressioni speciali che sono essenziali. Quali sono essenziali da sapere?

Tutti coloro che hanno come obiettivo quello di imparare il francese sanno che questa lingua è piena di frasi e di espressioni che i francesi usano in svariate situazioni. È meglio conoscerne il senso, perché alcune sono idiomatiche e quindi la loro traduzione parola per parola non sempre porta a una frase di senso. Queste frasi o queste espressioni possono avere usi diversi: possono essere usate in diversi registri linguistici o in funzione di situazioni comunicative diverse. Ma quali sono quelle da conoscere assolutamente?

 

Le frasette tipicamente francesi

 

I francesi le usano spontaneamente tutti i giorni. “Comme ci, comme ça” o “couci-couça” (così così) sono delle formule utilizzate per relativizzare una situazione o uno stato d’animo. Se non sei molto in forma o se non hai capito del tutto quello che ti è stato appena detto, queste frasi equivalgono all’espressione “plus ou moins” (più o meno).

“Oh là là!” o “Ouh là là!” sono due espressioni di cui i francesi vanno pazzi e che possono, a seconda del contesto, esprimere sorpresa, entusiasmo o stupore.

 

Le frasi di base per comunicare

 

Le frasi essenziali possono avere l’aspetto di frasi elementari per comunicare quotidianamente. Sono indispensabili da quando si comincia a imparare il francese e permettono ai principianti di uscire da situazioni imbarazzanti.

“Comment allez-vous?" (Come sta?), “Comment dit-on … en français?” (Come si dice … in francese?), “Vous auriez l’heure, s’il vous plaît?” (Mi sa dire l’ora, per favore?), “Que se passe-t-il?” (Cosa succede?), “Puis-je aller aux toilettes, s’il vous plaît?” (Posso andare in bagno, per favore?), “Auriez-vous de la monnaie sur 10 euros?” (Ha da cambiare 10 euro?), “Je suis désolé d’être arrivé en retard” (Mi spiace di essere arrivato in ritardo), “Désolé, ce n’est pas de ma faute” (Desolato, non è colpa mia), “Je n’y suis pour rien” (Non sono stato io), “Je me suis perdu, pouvez-vous m’indiquer la direction de ….?” (Mi sono perso, potrebbe indicarmi la strada per …?), “Je ne peux pas venir demain, j’ai un empêchement” (Domani non posso venire, ho un contrattempo), “Avez-vous du feu?” (Ha da accendere?), ecc. Altre necessitano di un livello superiore e appartengono per la maggior parte al registro informale. È il caso di espressioni come: “Ça y est” (j’ai fini) (Ho finito), “Ne t’en fais pas!” (ne t’inquiète pas) (Non preoccuparti), “J’en ai marre” (ça suffit) (Ne ho abbastanza) o “Je m’en fiche” (cela m’est égal) (Non mi interessa), ecc.

 

Le citazioni famose

 

Le frasi francesi conosciute nel mondo sono spesso citazioni prese in prestito dalla storia, ma anche dalla politica, dalla letteratura, dalla musica, dal cinema…

È così che alcuni re di Francia hanno pronunciato frasi famose che sono rimaste incise nella storia. Tra loro, la formula di Luigi XIV: “L’Etat, c’est moi!” (“Lo Stato sono io!”) è rimasta nelle memorie. Questa formula lapidaria aveva come obiettivo di ricordare che il Re Sole escludeva ogni forma di contro-potere, cosa che faceva di lui un rappresentante perfetto dell’assolutismo.

“Paris! Paris outragé! Paris brisé! Paris martyrisé! Mais Paris libéré!” (“Parigi! Parigi oltraggiata! Parigi rasa al suolo! Parigi martirizzata! Ma Parigi liberata!). Il generale de Gaulle si esprimeva così il 25 agosto 1944 in occasione della liberazione di Parigi, per dire che, nonostante le ferite di guerra, la capitale aveva riconquistato la sua libertà.

Allo stesso modo, il cinema è una miniera di frasi celebri, come quella di Arletty in Albergo Nord di Marcel Carné. “Atmosphère! Atmosphère! Est-ce que j’ai une gueule d’atmosphère?” (“Atmosfera! Atmosfera! Ho per caso una faccia da atmosfera?”). Con la sua leggendaria prontezza di spirito, l’attrice si arrabbia con un accento tipicamente parigino che devi assolutamente ascoltare!

 

Le parole d’amore

 

Cosa puoi dire in francese per esprimere il tuo amore per il tuo amato o la tua amata? Quali sono le parole dolci apprezzate dai francesi? Su questo punto, gli abitanti dell’Esagono non mancano certo di ispirazione. Se hai voglia di leggerlo, ho raccolto per te un bouquet di frasi indispensabili nel caso tu incontrassi il grande amore in Francia (chi lo sa?...): “Je t’aime plus que tout” (Ti amo più di ogni cosa), “Tu es mon rayon de soleil” (Sei il mio raggio di sole), “Sans toi, je ne suis rien” (Senza te non sono niente), “Tu es la personne que je chéris le plus au monde” (Sei la persona a cui tengo di più al mondo), “Sans toi, la vie ne vaut pas la peine d’être vécue” (Senza di te, la vita non vale la pena di essere vissuta), “Il n’y a rien que je puisse faire sans penser à toi” (Non posso fare niente senza pensare a te), “Ma vie a commencé quand nos routes se sont croisées” (La mia vita è cominciata quando le nostre strade si sono incrociate), “Tu es l’astre qui illumine ma vie” (Sei l’astro che illumina la mia vita), “Les mots me manquent pour te dire à quel point je t’aime” (Non ho parole per dirti fino a che punto ti amo), ecc.

 

Il linguaggio familiare e le espressioni idiomatiche

 

Il linguaggio informale o linguaggio familiare è importante se hai intenzione di vivere con dei francesi o di venire in contatto con questo registro linguistico in film, canzoni, libri… “Etre crevé” si usa, per esempio, quando si è molto stanchi, “avoir la dalle” significa che hai fame e chiedere una “clope” a qualcuno vuol dire chiedergli una sigaretta. Per quanto riguarda gli oggetti, un “bouquin” è un libro, una “caisse” è una macchina. Passando alle persone, un “flic” è un poliziotto, mentre un “gosse” è un bambino. Se un francese ti dice che hai “un poil dans la main” significa che pensa che tu sia pigro. Se invece sei giù di corda e ti senti depresso, puoi dire “j’ai le cafard”.

 

Hai detto verlan?

 

Il verlan è una forma di linguaggio più specialistica, frequente tra alcune categorie di giovani, anche se il suo uso è meno frequente al giorno d’oggi. La parola “verlan” proviene dall’espressione “à l’envers”, perché consiste nell’invertire le sillabe di una parola per ottenere un linguaggio codificato (ma le inversioni diventano più complesse con le parole lunghe). “Cet homme est ouf mais il n’est pas chanmé. Il écoute seulement de la zicmu très zarbi” significa quindi: “Cet homme est fou mais il n’est pas méchant. Il écoute seulement de la musique très bizarre” (Quest’uomo è pazzo, ma non è cattivo. Ascolta solamente della musica molto strana.) D’altra parte, se credi che il verlan sia un’invenzione recente apparsa nelle periferie, ti sbagli! Infatti, nel XVI secolo, i Borboni (les Bourbons) erano già chiamati les Bonbours. Nel XVIIIsecolo, Voltaire usava l’inversione delle sillabe per designare alcune persone. Così Diderot aveva assunto il nome in codice Monsieur Tompla perché, in privato, l’autore di Candido usava chiamarlo Platon, niente di meno!

Fate un viaggio linguistico in Costa Azzurro

Ledvina - 21/01/2020

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