Il nizzardo, una variante regionale dell’occitano

Il nizzardo, una variante regionale dell’occitano

Pubblicato il 20.07.2017, da Gloria Metelli | Categoria Cultura & tradizioni

“Nizzardo”, dialetto di Nizza

In tutti i paesi esistono dei dialetti. Oggi, nell’era della globalizzazione, è importante non dimenticare le proprie radici per conservare la propria identità. In Francia, nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, si parlano vari dialetti. Infatti, in passato, vi erano delle famiglie di lingue romanze: la lingua d’Oïl, parlata a Nord, e la lingua d’Oc, utilizzata nel Sud della Francia. Tra loro c’è il nizzardo o “le nissart”, se preferisci. È una variante regionale dell’occitano parlata a Nizza e nei villaggi vicini. Sappi che la storia della città di Nizza è molto antica. La città, che in origine si chiamava Nikaia, ha fatto parte più tardi del regno di Sardegna ed è stata riunita alla Francia nel 1860.

“Boana jornada”, “coma va ?” o “ratapignata”

Il nizzardo è, nei fatti, una vera lingua che possiede le sue regole di grammatica. Per esempio, in nizzardo, ai nomi non si aggiunge la -s al plurale. Solo gli articoli e gli aggettivi cambiano da singolare a plurale. Quindi lo professor (il professore) diventa lu professor al plurale. È più facile che in francese, vero?
Adesso studiamo un po’ di vocabolario, così sarai pronto/a a parlare nizzardo quando verrai in Costa Azzurra. Iniziamo! “Come va?” si dice “coma va?” e “buona giornata” si dice “boana jornada”. Sai cosa significa “can” in nizzardo? Eh sì, vuol dire “cane”. Inoltre, un “tchiné” è un bambino e un “babatchou” è una persona stupida. Per dire “sono di qui”, devi dire “sian d’acqui”. Un’ultima cosa: se senti parlare della “ratapignata”, non si tratta di una specialità locale, ma è la parola che indica un… pipistrello. Infatti, questo piccolo animale è da molto tempo un simbolo associato al popolo nizzardo.

Parliamo nizzardo!

Nei fatti, i dialetti regionali interessano tutte le categorie della popolazione. A Nizza ci sono più di 1.500 ragazzi che imparano il nizzardo al liceo e, ogni anno, sono più di 400 a scegliere questa opzione al Bac. Esistono anche delle associazioni che propongono dei corsi gratuiti. Quindi non perdere tempo e vieni a scoprire la cultura e la lingua di Nissa la Bella!

Pubblicato il 20.07.2017, da Gloria Metelli | Categoria Cultura & tradizioni
CIA
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